È ormai un appuntamento annuale con la città, con le istituzioni e con il mondo accademico, la presentazione a Ferrara dei ricercatori che ogni anno ricevono le borse di studio della Fondazione Ermitage Italia e la relazione sugli studi compiuti.
Lunedì 13 dicembre alle ore 11.00 si rinnova questo importante appuntamento - al quale interverrà per portare il suo saluto anche la Presidente della Provincia di Ferrara e della Fondazione Marcella Zappaterra - e saranno 9 i borsisti che relazioneranno sui lavori compiuti:
Alessandra Rizzi,
Arvi Wattel,
Carlo Corsato,
Riccardo Gennaioli,
Paola Goretti,
Francesca Lui,
Vardoui Kalpakcian,
Svetlana Petrova (direttrice del Laboratorio di restauro delle sculture e pietre colorate del Museo Statale Ermitage) e
Michele Danieli.
Fin dalla sua istituzione la sede italiana dell’Ermitage sta dando uno straordinario contributo alla ricerca e alle collaborazioni internazionali, ponendosi come un vero avamposto per gli studi sull’arte italiana in Russia e per i rapporti culturali tra i due Paesi, importante motore di valorizzazione del patrimonio storico-artistico attraverso il coinvolgimento di studiosi e la valorizzazione del lavoro di giovani ricercatori.
Dal 2008 ad oggi sono state assegnate 44 borse di studio a ricercatori russi, italiani ed europei, che hanno potuto - per alcuni mesi - appoggiarsi alla foresteria della Fondazione e usufruire di fondi per svolgere le loro ricerche.
Tra gli studi sui quali relazioneranno i borsisti si passa dalla “lettura” data dagli scrittori italiani ai pittori russi all’Ermitage a uno studio sulle splendide gemme di Fulvio Orsini, celebre antiquario i cui cammei e intagli sono conservati presso i più grandi musei del mondo. Anche l’Ermitage ne possiede ed è stata questa l’occasione per sottoporli a identificazione, ricostruendone i passaggi collezionistici.
Ancora le vicende dell’acquisizione, da parte di Caterina II, della collezione di grafiche dell’architetto Clérisseau e del pittore di paesaggio Houël che, centrate sull’Italia dell’Antico e sui suoi paesaggi, hanno contribuito all’evoluzione del gusto classicista filo-italiano della sovrana.
E poi la pittura dei Bassano, a partire dalle opere conservate nel grande Museo sulla Neva; la straordinaria collezione romana del conte Stroganoff - dispersa nel 1920 - e il suo destino dopo la scomparsa del grande collezionista; i lavori di Garofalo per la Chiesa di San Bernardino a Ferrara e una proposta sul vero significato da attribuirsi alla
Galleria delle belle di Pietro Rotari a Peterhof, residenza estiva degli Zar.
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